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Da 30 secondi a 3 minuti, ecco la finestra dell’informazione su smartphone

Frammentate, consumate in momenti della giornata poco nobili, dominate dai titoli e insidiate dai giochi: qual è il futuro delle notizie in mobilità, cioè del giornalismo stesso?

Dai 30 secondi ai tre minuti. Non un attimo in più. È in queste microscopiche finestre quotidiane che è relegata l’informazione online. In quelli che uno studio Neumob ha battezzato con una certa efficacia “minuti nascosti” della giornata. Definendoli come uno spazio di cui gli utenti-lettori “non sapevano di poter disporre, nel quale guardano al loro smartphone e in modo deliberato o casuale aprono un’applicazione”. Poi la sentenza: “Questo è il modo principale in cui le notizie e lo sport sono consumati nella nostra epoca”.

Senza ombra di dubbio è un downgrade dello status dell’informazione. Perché le notizie mobile saranno pure diffuse, veloci, granulari, onnipresenti, virali e social. Saranno pure una sfida da cogliere (e ce ne sono di aspetti, su tutti la velocità di caricamento degli articoli o delle app, se superano i tre secondi scappiamo). Ma, come questa e altre indagini hanno provato, vengono consumate in uno spazio della giornata poco nobile. Non perché i momenti del pendolarismo, degli spostamenti o delle attese siano peggiori di altri – anche se forse un po’ lo sono – ma perché in quei limitatissimi frangenti l’informazione entra in competizione con una quantità di altri contenuti, digitali e no, da renderla residuale.

Ecco: l’informazione mobile è un’informazione residuale. Perché occupa il tempo e l’attenzione che rimangono in uno spazio della giornata che è già di per se stesso di risulta, interstiziale, inatteso ma sfilacciato.

FONTE: Wired

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Studio Futuroma

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