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STEFANO GIOBBI

Progettare un logo eterno

«Una cipolla? Decisamente no». «Una banana? Ma stai scherzando?». «E allora una melanzana? No, non ci siamo». La scelta di un logo non è facile. Stefano Giobbi però aveva tante idee e confuse. Quando un marchio o un’azienda si lancia sul mercato, infatti, il logo diventa il biglietto da visita. Il lavoro grafico va curato, nei minimi dettagli, perché l’importanza di questo elemento è indubbia. «Una banana sbucciata? Un’anguria avariata? Una pesca bacata? No, no e no».

Stefano Giobbi non aveva capito che, in primis, il logo serve per catturare l’attenzione del pubblico.

È vero un libro non si giudica dalla copertina, ma una copertina banale, squallida e deprecabile può certamente influire sulla scelta di chi acquista.

Tornando al nostro cliente, Stefano Giobbi era un informatico, un nerd per antonomasia, tutto garage e chiesa, senza mai il coraggio di affrontare la luce del sole. Era un uomo con una grande testa, ma anche con una grande perseveranza. Si vestiva sempre uguale, perché era convinto che un vasto guardaroba potesse trasformarsi in una perdita di tempo nella scelta degli abbinamenti.


Voleva creare un computer che avrebbe rivoluzionato l’intero mercato.


Un computer performante, maneggevole, prestante e capace di essere usato in modo intuitivo da un vastissimo pubblico. Per un grande progetto, quindi, non serviva un logo grande. Per un grande progetto ci voleva un concept visual che potesse essere espressione grafica di fiducia, consapevolezza, identità visiva.

«Niente fragola, avocado o noce amazzonica», ci imponemmo con grande personalità. «Il logo lo decidiamo noi», tuonammo come un fulmine a ciel sereno. Un buon lavoro, ovviamente, ha bisogno anche di una retribuzione adeguata. Stefano Giobbi fu costretto a vendere la sua Vespa 125 Primavera. Con quei soldi avviò il suo giro di affari, fece partire il business e saldò il nostro lavoro (che all’epoca come oggi, ha sempre i prezzi più competitivi).

Dopo appena quattro anni la sua società entrò in borsa, rivoluzionò il mondo dell’informatica e le vendite dei suoi prodotti, ancora adesso, toccano cifre faraoniche.

Ah, per quanto riguarda il logo optammo per una pera morsa. Funzionò. Anche se qualcosa ci fa sospettare che se avessimo optato per una mela, le cose sarebbero andate ancora meglio.