In breve: un audit SEO serio non è l’elenco degli avvisi di uno strumento. È la verifica, una per una, di cosa impedisce a Google e agli utenti di raggiungere e capire le pagine importanti del tuo sito. Molte segnalazioni automatiche non sono errori: vanno controllate sul codice di stato reale, sui link e sulla documentazione di Google.
Chi lancia per la prima volta uno scanner SEO sul proprio sito di solito resta spiazzato: centinaia di avvisi, colori rossi, percentuali di «salute» basse. In questa guida vediamo cosa include un audit, come separare le segnalazioni dai problemi veri e in che ordine intervenire. Come esempio usiamo un caso concreto: il crawl che abbiamo fatto sul sito di Studio Futuroma.
Cosa include un audit SEO?
Un audit SEO controlla se le pagine che contano per il tuo business possono essere scansionate, indicizzate e capite. In pratica copre quattro aree:
- Scansione: robots.txt, codici di stato HTTP, redirect, link interni scansionabili.
- Indicizzazione: canonical, noindex, sitemap, stato delle pagine in Search Console.
- Esperienza della pagina: Core Web Vitals misurati su dati reali, comportamento su mobile.
- Contenuti e struttura: pagine che rispondono alle ricerche giuste, collegamenti interni coerenti, assenza di pagine importanti senza link in entrata.
Lo strumento automatico è il punto di partenza. Il valore dell’audit sta nella verifica e nelle priorità, non nel numero di avvisi raccolti. Per vedere come lo impostiamo, trovi i dettagli nella pagina del nostro servizio di audit SEO.
Perché gli strumenti segnalano centinaia di errori?
Gli scanner applicano regole generiche a tutti i siti. Non sanno se una pagina è in noindex per scelta, se un redirect è voluto o se una categoria con pochi contenuti serve davvero. Ci sono poi motivi tecnici:
- la stessa destinazione viene contata una volta per ogni pagina che la linka: un link sbagliato nel menu diventa centinaia di righe;
- alcune URL risultano «sospette» per un timeout o un carattere particolare nel nome, ma rispondono regolarmente;
- molti controlli segnalano cose che per Google non contano, o che contano in modo diverso da come appare nel report.
Google stesso indica nella sua guida introduttiva alla SEO alcuni aspetti su cui non concentrarsi. Il meta tag keywords non viene usato. La lunghezza del testo, da sola, non conta per il ranking. Avere lo stesso contenuto raggiungibile da più URL «va bene». Il numero e l’ordine dei titoli non contano per Google, anche se aiutano chi usa uno screen reader.
Quali segnalazioni sono problemi reali?
La tabella raccoglie le segnalazioni più comuni. Per ciascuna trovi se di solito è un problema e come verificarlo. Le indicazioni vengono dalla documentazione di Google Search Central e da web.dev.
| Segnalazione dello strumento | È un problema? | Come lo verifico |
|---|---|---|
| Link interno verso una pagina 404 | Sì, soprattutto se il link è nel menu o in pagine importanti | Apri la destinazione e controlla il codice di stato; conta quante pagine la linkano |
| URL eliminata che risponde 404, senza link in entrata | In genere no: Google la rimuove dall’indice | Controlla che nessun contenuto pubblicato la linki ancora |
| Link interno che passa da un redirect 301 | Non è un errore; conviene correggerlo se è ripetuto su tutto il sito | Segui la catena: Google segue al massimo 10 passaggi di redirect |
| Contenuti duplicati | Non comportano un’azione manuale | Controlla che il canonical indichi la versione che preferisci |
| «Pagina alternativa con tag canonico appropriato» in Search Console | No, la guida dice che non devi fare nulla | Verifica che la pagina canonica sia indicizzata |
| Pagina esclusa da noindex | No, se l’hai voluto tu | Controlla che non sia una pagina importante |
| Meta keywords mancante o testo «troppo corto» | No | Nessuna verifica: Google non usa il meta keywords e non premia la lunghezza in sé |
| Soft 404 | Sì, se riguarda una pagina che deve esistere | Controlla che la pagina abbia contenuto reale e non un messaggio di errore con codice 200 |
| Link non scansionabili | Sì: Google in genere segue solo elementi <a> con attributo href | Guarda l’HTML della pagina, non solo come appare a schermo |
| Core Web Vitals scarsi | Dipende dai dati reali | Usa i dati sul campo al 75° percentile, separati tra mobile e desktop |
| URL non canoniche nella sitemap | Sì, crea segnali contraddittori | Inserisci solo URL assolute e canoniche |
Sulle Core Web Vitals, web.dev indica come valori buoni un LCP di 2,5 secondi o meno, un INP di 200 millisecondi o meno e un CLS di 0,1 o meno. Un punteggio di laboratorio basso non basta per parlare di problema: contano le visite reali. Ne parliamo nell’articolo su come i Core Web Vitals influiscono sulla SEO.
Un caso concreto: 485 segnalazioni, 3 problemi reali
Il 20/10/2026 abbiamo analizzato il sito di Studio Futuroma. Lo scanner interno che usiamo sul sito aveva prodotto 485 segnalazioni sui link. Invece di correggerle una per una, abbiamo fatto un crawl dedicato:
- abbiamo preso tutte le 181 URL presenti nelle sitemap XML;
- da ogni pagina abbiamo estratto i collegamenti interni nel corpo del testo, tra link e immagini: 7.680 in totale;
- abbiamo controllato il codice HTTP di ogni destinazione, seguendo l’eventuale catena di redirect;
- abbiamo verificato a mano ogni destinazione in errore.
Il criterio era semplice: è un problema reale una destinazione che risponde con errore ed è linkata da un contenuto pubblicato. Molte segnalazioni dello scanner riguardavano URL che rispondevano regolarmente, oppure la stessa destinazione contata più volte.
Alla fine i problemi reali erano 3, tutti risolti. Il più esteso era una voce del menu verso una pagina inesistente: un solo link, presente su 180 pagine su 181. Gli altri due erano link sbagliati verso archivi del portfolio dentro due case study. Per pulizia abbiamo anche sistemato alcune voci del menu che passavano da un redirect: non erano errori, ma aggiungevano un passaggio a ogni pagina.
Questo è un caso singolo, non una regola. Un altro sito può avere poche segnalazioni e molti problemi gravi, o il contrario. Il punto è il metodo: verificare prima di correggere, ed evitare interventi in blocco come i redirect massivi.
In che ordine si correggono gli errori? La checklist in 7 passi
- Accesso: controlla che robots.txt e server non blocchino Googlebot sulle pagine importanti.
- Pagine chiave: verifica che home e pagine di servizio rispondano 200 e risultino indicizzate in Search Console.
- Link rotti ripetuti: correggi prima quelli in menu, header e footer, perché compaiono su tutte le pagine.
- Canonical e sitemap: allinea i canonical alle versioni preferite e lascia in sitemap solo URL canoniche.
- Redirect: aggiorna i link interni che puntano a URL in redirect e accorcia le catene.
- Esperienza della pagina: intervieni sulle Core Web Vitals partendo dai modelli di pagina con i dati reali peggiori.
- Struttura interna: assicurati che ogni pagina importante riceva almeno un link da un’altra pagina del sito, con anchor descrittivi.
L’ultimo passo viene dalla documentazione di Google sui link: ogni pagina che ti interessa dovrebbe avere un link da almeno un’altra pagina del sito. Se vuoi approfondire, leggi la nostra guida su come migliorare la SEO con i link interni. Quando le correzioni riguardano scansione, redirect e velocità, il lavoro prosegue con la SEO tecnica.
Cosa devi ricevere alla fine di un audit SEO?
Un buon audit si chiude con documenti che puoi usare, non con un PDF esportato dallo strumento. Chiedi almeno:
- l’elenco dei problemi reali, con URL coinvolte, prova della verifica e impatto;
- l’elenco delle segnalazioni scartate e il motivo, così non le ricontrolli la volta dopo;
- un piano di interventi in ordine di priorità, con chi fa cosa;
- la data e il metodo del crawl, per poterlo ripetere e confrontare.
Puoi vedere esempi del nostro lavoro sui siti dei clienti nel portfolio di Studio Futuroma.
Domande frequenti
Quanto dura un audit SEO?
Dipende dal numero di pagine, dalla complessità tecnica e dagli accessi disponibili, come Search Console. Diffida di chi promette tempi fissi senza aver visto il sito.
Le pagine 404 penalizzano il sito?
Google non indicizza le URL che rispondono 4xx e rimuove quelle già indicizzate. Una URL eliminata di proposito non è un problema; lo diventa se la linkano ancora pagine importanti o il menu.
Devo far indicizzare tutte le pagine del sito?
No. La guida di Search Console dice che non devi aspettarti che tutte le URL siano indicizzate. Conta che lo siano le pagine canoniche importanti.
Uno strumento gratuito basta per fare un audit?
Per raccogliere segnalazioni sì. Per decidere cosa correggere servono verifica manuale, accesso a Search Console e conoscenza del sito e degli obiettivi.
Ogni quanto conviene ripetere un audit?
Dopo ogni cambiamento importante: nuovo tema, migrazione, nuove sezioni, modifiche al menu. Un crawl ripetuto con lo stesso metodo mostra cosa è cambiato.
Vuoi sapere quali delle segnalazioni sul tuo sito sono problemi veri? Partiamo dal crawl e ti diamo un piano con priorità chiare, all’interno dei servizi della nostra agenzia SEO. Richiedi un audit.
Fonti
- Google Search Central, SEO Starter Guide, consultata il 22/10/2026
- Google, How HTTP status codes affect Google’s crawlers, consultata il 22/10/2026
- Google Search Central, Link best practices for Google, consultata il 22/10/2026
- Google Search Central, How to specify a canonical URL, consultata il 22/10/2026
- Google Search Central, Build and submit a sitemap, consultata il 22/10/2026
- Guida di Search Console, Report Indicizzazione delle pagine, consultata il 22/10/2026
- web.dev, Web Vitals, consultata il 22/10/2026
- Dato interno Futuroma: crawl del sito studiofuturoma.com del 20/10/2026 (181 URL da sitemap, 7.680 collegamenti interni, controllo HTTP di ogni destinazione e verifica manuale)